LA SOLUZIONE TRASCURATA. BENE E MALE SECONDO LA PSICOLOGIA JUNGHIANA RACCONTATI ATTRAVERSO IL CINEMA
A cura di Margherita Colombo e Barbara Massimilla

Il libro di Andrea Arrighi, analista junghiano, socio fondatore della società di analisi biografica ad orientamento filosofico ed esperto di cinema e psicologia analitica (vedi www.psicologiaanaliticaecinema.it), analizza attraverso immagini cinematografiche il concetto junghiano di Ombra intesa come l’abituale trascurare, da parte di tutti gli esseri umani, di alcuni aspetti della propria personalità ed esistenza.
Il “Male” viene descritto sia nelle sue dinamiche intrapsichiche individuali, rappresentate dai lati oscuri o critici individuali e familiari, come ad esempio in Hungry Hearts, ma anche da tutto ciò che non valorizziamo a sufficienza di noi stessi e del nostro mondo (Ricomincio da capo), sia nella sua rappresentazione sociale, come ad esempio nel Padrino primo, secondo e terzo, dove rintracciamo le caratteristiche che tradizionalmente vengono maggiormente connotate in senso negativo come violenza, delinquenza, inganno, ecc. Il male così descritto non costituisce un ostacolo al benessere in senso assoluto, ma rappresenta, in una dinamica ottimistico creativa, se adeguatamente “curato”, una possibilità di crescita personale e collettiva. Secondo Arrighi infatti: <<Ciò che trascuriamo si rivela essere una soluzione non adeguatamente valorizzata nel senso che il cosiddetto negativo di ogni tipo di esistenza, spesso, può essere trasformato nello strumento per arrivare a uno sviluppo superiore di un individuo, di una nazione o di una cultura.>>
Il testo conferma che il cinema rappresenta uno dei migliori strumenti per poter comprendere e “accedere” a questi nostri lati oscuri attraverso dinamiche psicologiche empatiche che stimolano meccanismi di “proiezione” e “identificazione” con alcuni personaggi protagonisti e non, narrati nella pellicola. E Arrighi, con sensibilità psicoanalitica, arriva a descrivere questi meccanismi psicodinamici con un linguaggio comprensibile anche a chi non possiede una conoscenza particolare del pensiero junghiano o della psicologia in generale.
Il cinema, non solo viene spesso utilizzato nella didattica in scuole di formazione professionale ad indirizzo psicoanalitico e in corsi di aggiornamento rivolti a personale impiegato in professioni d’aiuto, ma sembra valido anche come strumento direttamente psicoterapeutico. Infatti, alcuni film vengono consigliati a pazienti affetti da disturbi psicologici al fine di sollecitare l’identificazione con determinati personaggi allo scopo di far emergere aspetti critici della loro vita privata da sottoporre, successivamente, alla cura analitica individuale o di gruppo. A questo proposito, il libro propone, nella sua parte conclusiva, alcuni “esercizi”, ispirati alla scrittura autobiografica, che possono aiutare il lettore a rintracciare lati “ombra” personali ma anche della propria cultura di appartenenza. Importante, ad esempio, è notare quali sentimenti un film o singole scene suscitano in noi. Quali storie o personaggi provocano più rabbia o semplice commozione?
Anche la semplice lettura di questo testo può stimolare la rievocazione di numerose immagini cinematografiche che inevitabilmente si associano ad una miriade di emozioni diverse a seconda delle proprie vicende personali. Questo libro potrebbe aiutarvi come terapeuti nella scelta di film da utilizzare in terapia e, al lettore appassionato di cinema, stimolare riflessioni su alcuni aspetti della vostra esperienza personale. Non è quindi indispensabile aver visto o conoscere i numerosi film citati, poiché le scene sono spesso descritte quanto basta per far comprendere le idee trattate e appaiono dunque collegate tra loro come parti di un’unica pellicola che racconta come bene e male siano interconnessi tra loro. Come evidenzia la psicologia junghiana, si tratta di evitare comportamenti e stili di vita eccessivamente unilaterali. Il cosiddetto “male” non sembra rivendicare un monopolio rispetto a contenuti specifici. Infatti, anche un proposito considerato indubitabilmente “positivo” come il nutrire nel modo più sano possibile il proprio bambino può rivelarsi particolarmente pericoloso, se interpretato e agito in un comportamento vegano e salutista eccessivamente univoco. La protagonista di Hungry Hearts, di S. Costanzo, rappresenta un buon esempio di quanto detto. E’ Jung stesso a ricordarci, proprio a questo proposito, che “con l’esagerazione il bene diventa non migliore, ma peggiore. E un male piccolo, come la noncuranza e la rimozione, diventa grande.” (C. G. Jung, 1946, Saggio d’interpretazione psicologica del dogma della Trinità, tr. it. in Opere, Vol. 11, Bollati Boringhieri, Torino, 1992, p.187). Quindi il concetto di “Ombra” può essere pure inteso come l’insieme dei nostri lati più irrisolti e trascurati, ma anche il concedere eccessiva attenzione e fiducia a determinati buoni propositi.
Arrighi ipotizza tre tipi di soggetti e il loro rapporto con l’Ombra. Gli “Indemoniati” (Il Padrino, Gomorra, Luna di fiele ecc. ) sono coloro che hanno finito per restare sopraffatti da ciò che hanno trascurato, o dall’Ombra intesa come violenza socialmente condannata. I “Sacrificati” (Elysium, I cento passi, ecc.) vengono rappresentati, invece, dai persone che sono arrivate a morire, eroicamente, nel loro combattere il cosiddetto “male”. I “Sacrificanti” (Terapia e pallottole, ecc.) hanno invece letteralmente sacrificato aspetti critici e criticabili della loro vita per valorizzarne altri più socialmente condivisibili . Si sono trasformati in “Equilibristi”, cioè individui che sono ben consapevoli di possedere lati “ombra” e che si destreggiano, anche con ironia (Train de vie, Fantozzi, ecc.) o con drammatica abilità (Hotel Ruanda, Valzer con Bashir, Invictus, Maleficent ecc.) tra gli opposti di cui è costituita un’esistenza normale in pace e in guerra. Concludendo, questo è un libro ispirato a Jung diverso dai soliti, che riesce a offrire uno sguardo su un concetto specifico junghiano ricorrendo al linguaggio filmico, o almeno a stimolare significativamente il lettore attraverso la fantasia dei migliori registi.

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